Questo venerdì l’ISS ha pubblicato il valore di Rt relativo al periodo 17 – 30 marzo 2021, pari a 0,92 (range 0,82– 1,01), che si conferma come usuale allineato al valore calcolato con il nostro metodo ormai 16 giorni fa. Nel frattempo il nostro calcolo indica per l’Italia un valore aggiornato ai dati di venerdì 9 aprile pari a 0,86 (0,80 - 0,93), in lieve risalita, ma sempre ampiamente al di sotto di 1.

Dopo diverse altalene, arriva sabato pomeriggio la notizia che le scuole in provincia di Torino potranno riaprire fino alla terza media e al 50% alle superiori.

Non solo le scuole dovrebbero restare aperte a prescindere, come abbiamo già avuto modo di spiegare, ma vedere che la decisione oscilla fino all’ultimo minuto perchè non si riesce a calcolare se un numero sia maggiore o minore di 250 ci pare completamente inaccettabile, per gli insegnanti, per gli alunni, per le famiglie.

Invece il nostro metodo di calcolo consentirebbe di anticipare le decisioni: non ci lanciamo nel fare previsioni azzardate, molto semplicemente possiamo aggiornare il calcolo agli ultimi dati disponibili quotidianamente, senza lasciare dubbi di interpretazione.

Per questo da oggi estendiamo il calcolo dell’indice Rt in tempo reale a tutte le regioni, pubblicandone i dati e i grafici.

Come di consueto, tutto il codice che ci permette di automatizzare l’esecuzione del calcolo di notte (per tutte le regioni impiega circa 12 ore) è disponibile pubblicamente qui.

Ecco i risultati aggiornati ai dati di venerdì 9 aprile:

  • Abruzzo: 0,33 (0,11 - 0,53)
  • Basilicata: 1,41 (1,04 - 1,80)
  • Calabria: 1,12 (0,99 - 1,26)
  • Campania: 1,03 (0,93 - 1,13)
  • Emilia-Romagna: 0,65 (0,58 - 0,72)
  • Friuli Venezia Giulia: 0,70 (0,57 - 0,84)
  • Lazio: 0,73 (0,67 - 0,80)
  • Liguria: 0,80 (0,66 - 0,94)
  • Lombardia: 0,81 (0,73 - 0,89)
  • Marche: 0,72 (0,60 - 0,85)
  • Molise: 0,29 (0,06 - 0,57)
  • A. Bolzano: 1,03 (0,78 - 1,30)
  • A. Trento: 0,74 (0,54 - 0,94)
  • Piemonte: 0,79 (0,69 - 0,88)
  • Puglia: 0,95 (0,79 - 1,12)
  • Sardegna: 1,00 (0,81 - 1,19)
  • Sicilia: 1,96 (0,59 - 4,54)
  • Toscana: 0,83 (0,76 - 0,91)
  • Umbria: 1,04 (0,81 - 1,28)
  • Valle d'Aosta: 0,86 (0,57 - 1,18)
  • Veneto: 0,73 (0,64 - 0,81)

Questo il grafico con l’andamento di ciascuna regione, al solito in arancione il valore in tempo reale e in blu la box intorno al valore ufficiale:

Meritano alcuni commenti specifici sui grafici: innanzitutto, il nostro metodo, che cede un po’ di precisione a favore della velocità di intervento, si conferma robusto in quasi tutte le regioni, dove il valore ufficiale insegue sistematicamente il nostro calcolo.

Inolstre, come prevedibile, l’intervallo di confidenza delle regioni più piccole è molto grande, coerentemente anche con lo stesso risultato ufficiale. Ne sono un esempio Basilicata e Molise per le quali il nostro calcolo produce comunque un intervallo più stretto di quello ufficiale.

Un commento speciale lo meritano la Valle d’Aosta e la Sicilia. Per spiegare l’inaffidabilità dei risultati è utile vedere i grafici dei residui, che sono le oscillazioni del dato originale rispetto al trend, cioè il “rumore” presente nei dati.

Come riferimento, i residui a livello nazionale e nelle regioni più grandi oscillano nell’intervallo [-20%, +20%].

 

 

Come si vede dal grafico la Valle d’Aosta tocca abitualmete picchi del 300%, mettendo in difficoltà i metodi di calcolo statistici, come confermato anche dall’indice ufficiale che ha forchette tra 1 e 3. Il nostro metodo può essere applicato anche rimuovendo il rumore: in questo caso produce un risultato senza intervalli di confidenza, che anticipa sistematicamente il risultato ufficiale:

Per quanto riguarda la Siclia, il grafico dei residui è questo:

Si nota chiaramente che dal 3 febbraio è iniziata una sequenza anomala di residui positivi: il rumore per sua natura è un po’ positivo e un po’ negativo; se è solo positivo vengono dei dubbi, che sia collegato con questa notizia?

Fonte: elaborazione di Stefano Terna per Mondo Economico su dati Protezione civile e ISS