La seconda ondata pandemica è in corso. Questa volta si è avviata prima fuori dall’Italia, paese che sperimentò duramente per primo, senza poter capitalizzare sull’esperienza di altri, l’impatto della prima. La seconda ondata era prevedibile, a mano a mano che l’esperienza evidenziava che il virus non aveva attitudine ad autoestinguersi, come fu il virus della Sars nel 2002 che sparì nel 2004. Ma soprattutto considerando che a luglio il bollettino dell’Agenzia europea per le malattie infettive (Ecdc) segnalava che nessuna delle indagini di sieroprevalenza nazionali aveva indicato una percentuale di sieropositivi pari a superiore al 10%: troppo poco per conseguire l’immunità di gregge prima dell’inverno.