«Come è giunto l’oro ad avere il massimo valore?». Coì s'i interrogava Nietzsche, nel Così parlò Zarathustra per trovare questa risposta. «Perché non è volgare, non è utile e luccica di mite splendore, sempre esso dona se stesso».

Ad un attento lettore, queste poche righe possono raccontare molto sull’oro, un elemento praticamente indistruttibile e corrodibile soltanto dall’acqua regia, dallo ione cianuro e dal mercurio, che l’uomo è riuscito a lavorare sin dall’antichità, grazie ad una temperatura di fusione relativamente bassa, di poco superiore ai mille gradi.  L’oro, però, non ha certo assunto il ruolo attuale soltanto grazie al suo uso in gioielleria o nell’industria.