«Una riforma liberale della giustizia e le battaglie per i diritti di libertà». In ricordo di Enzo Tortora. È il titolo della due giorni organizzata a Torino da Liberal Forum, i prossimi 17 e 18 marzo, nel capoluogo piemontese. Un momento di riflessione sui temi della giustizia da uno prospettiva liberale, in particolar modo della giustizia penale, delle nuove libertà ma anche l'occasione a 40 anni dall'inizio del caso Tortora di quella che rappresentò una delle pagine più buie della giustizia italiana.

«Un caso emblematico di indecente gestione della giustizia in Italia. Un caso drammatico purtroppo che può ripresentarsi anche ai giorni nostri», sottolinea l'avvocato Andrea Bitetto di Trieste, membro del Direttivo e del Comitato Scientifico del Liberal Forum.

L'obiettivo

L'incontro di Torino sarà il terzo, dopo quelli di Milano di dicembre e Matera del giugno scorso, organizzati dal Liberal Forum, "associazione che mette insieme una parte del variegato mondo liberale, oggetto negli ultimi 30 anni, di diverse frammentazioni". «L'obiettivo - spiega l'avvocato Bitetto - è organizzare alcune iniziative su diversi temi, dall'economia, alle politiche energetiche, alle autonomie territoriali, per cercare di riaggregare attorno a questa sigla del Liberal Forum anche una dimensione di proposta ed approfondimento culturale e, sostanzialmente, prodromica, ad una partecipazione anche più politica. Il Liberal Forum - aggiunge - è in contatto con la costituente Liberal-Democratica, riunitasi a Milano, nel gennaio scorso, che dovrebbe essere la componente liberale del cosiddetto nascente Terzo Polo. È l'espressione di un certo fermento, che è presente tra chi si oppone all'attuale maggioranza di governo da posizioni liberali, profondamente laiche, coerentemente garantiste».

L'appuntamento di Torino, dunque, sarà concentrato sui temi della giustizia, in un momento in cui si evidenzia «il tentativo di estendere il diritto penale di fronte ad ogni condotta, la continua propensione alla 'funzione simbolico espressiva della sanzione penale».

Si pensi alla forte tendenza al ricorso alle misure di prevenzione, per mezzo delle quali viene operato un indiretto e illegittimo governo dell’economia e della pubblica amministrazione, o come nella responsabilità degli Enti, nei reati di pericolo, ambiti in cui vi è una sorta di ritorno allo status, perché la colpa viene associata al suolo sociale, alla tipologia di attività anziché al concreto fatto. «È una tendenza veramente perniciosa - dice ancora Andrea Bitetto - perchè rende ingestibile anche l'accertamento dei fatti che hanno concretamente una gravità da imporre il ricorso alla sanzione penale, tanto che ci si trova in una situazione in cui la macchina è inceppata da una miriade di nuove ipotesi di reato, create per dare la sensazione all'opinione pubblica che c'è da parte del decisore pubblico la volontà di punire certi comportamenti, che in realtà erano già puniti secondo le norme esistenti».

«È un tema di grande attualità: nella corrente quotidianità politica c'è questa strana schizofrenia: con un ministro, che ha sempre rivendicato patenti di grande garantismo costretto ad inseguire una maggioranza che, invece, esprime forti pulsioni sanzionatorie per non dire giustizialiste. Pulsioni che sono diffuse nello scenario politico tante nell’attuale maggioranza che in una parte consistente di alcune delle opposizioni parlamentari».

Il programma

Nella giornata del 17 marzo, dopo l'introduzione di Attilio Bastianini, si parlera' di "Una riforma liberale della giustizia" con Gianmarco Brenelli, avvocato e vice presidente Liberal Forum, Fulvio Gianaria, Roberto Capra, presidente della Camera Penale di Torino, Luigi Florio e Francesca Scopelliti, presidente Fondazione "Enzo Tortora".

A seguire il seminario su "Rispetto dei diritti dell'indagato, dell'imputato e della persona condannata" con Andrea Bitetto, Emilia Rossi, Luca Dalla Torre, Fabio Ghiberti, Elisabetta Zamparutti, Andrea Ciardi, Mario Ancona, Alberico Majatico, Gabriele Vogliotti e Giovanna D'Adamo. Ultimo panel della giornata, il seminario "I diritti di libertà e le battaglie dei liberali" con Tullio Monti, Marco Taradash, Giulio Ercolessi, Filomena Gallo, Enzo Cucco e Rita Giannini.

A chiusura della giornata l'incontro con Francesca Scopelliti e Beppe Facchetti, nel corso del quale si parlerà del libro di Enzo Tortora "Lettere a Francesca". «Dopo 40 anni - incalza Andrea Bitetto - è importante continuare a parlare di un caso così emblematico. Se si pensa alle parole della Procura della Repubblica che parlò di "cinico mercante di morte", alle riprese di quest'uomo, di un uomo perbene con i ceppi ai polsi. Un caso di malagiustizia importantissimo che poi determinò il mondo politico sia con il tentativo referendario di istituire la responsabilità civile dei magistrati, sia perchè fu l'acceleratore della riforma del processo penale. Il Codice Vassalli del 1988, entrato in vigore nel 1989, ricevette una fortissima spinta da quella triste vicenda giudiziaria. Il problema è che tutti i profili innovativi del Codice Vassalli sono stati poi, via via, rosicchiati negli anni, ed è stato smontato in molte delle sue componenti garantiste».

 

La proposta

Ma quale sarà la proposta di queste due giornate di dibattito? «Fedeli al motto einaudiano "conoscere per deliberare", partiremo con una linea interpretativa, ma la sintesi arriverà alla fine, sulla base dei tavoli di lavoro, che verranno fatti. Quello che noi ci auguriamo è un tornare alla Costituzione nel senso profondo del termine. Rispetto profondo della presunzione di non colpevolezza, netta contrarietà ai trattamenti disumani e degradanti, a partire dalla situazione detentiva degli istituti di pena italiani veramente indecente».

Nella mattinata di sabato 18 marzo, dopo la presentazione dei lavori dei seminari, Roberto Giachetti, Enrico Costa, Riccardo Magi si confronteranno sul tema di una riforma liberale della giustizia. A seguire il dibattito conclusivo con  il presidente del Centro Einaudi Beppe Facchetti, del Centro Pannunzio Pier Franco Quaglieni, Alessandro De Nicola dell'Associazione Lib Dem, Mauro Antonetti e Maura Manghi, vice presidenti Liberal Forum, Attilio Bastianini, Paola Barbero, Francesca Scopelliti, Alberto De Bernardi, presidente Fondazione PER, Diana Severati di Alde, Orazio Celeste del Movimento Buona Destra, Luigi Tardella e Nicolo' Compostella.

L'approccio liberale

«Cercheremo di stabilire un po' quello che deve essere un approccio liberale in tema di giustizia - conclude l'avvocato Bitetto - senza dimenticare un tema come quello delle nuove libertà a partire da scelta ed orientamento sessuale, eutanasia o anche il rapporto scuola pubblica/scuola privata. Io preferisco chiamarle nuove libertà anziché nuovi diritti. La libertà è uno spazio in cui rivendico la assoluta non interferenza degli altri e lo preferisco al diritto di rivendicare qualcosa».