«Rispetto all’anno precedente, nel 2021 l’Italia ha guadagnato tre punti nell’Indice di percezione della corruzione arrivando così alla posizione effettiva di 56 su 100. Abbiamo ottenuto anche dieci posizioni in più nella classifica mondiale, giungendo al quarantaduesimo posto su 180 Paesi. La risalita era cominciata nel 2012 grazie all’istituzione dell’Anac (l’Autorità Nazionale Anticorruzione) e della legge 190/2012 contro la corruzione. Nel 2021 c’è stato questo balzo importante. Un buon risultato a livello globale, ma nemmeno tanto se guardiamo al resto d’Europa che, nella maggioranza dei casi, è più virtuosa di noi con un voto medio di 66 su 100». È con queste parole che Giovanni Colombo, direttore di Transparency International Italia, commenta l’ultimo report sulla corruzione nel mondo pubblicato lo scorso 25 gennaio.