A che punto siamo con il Piano nazionale di ripresa e di resilienza (PNRR) che l'Italia deve mandare a Bruxelles nell'ambito dei fondi Next Generation Eu? Lo sappiamo, gran parte degli investimenti pubblici vanno a rilento non per mancanza di risorse finanziarie, ma bensì per la lunghezza dei processi di approvazione delle opere. Pertanto, anche se il governo si sforzasse di modificare le procedure di autorizzazione, responsabilizzando maggiormente i singoli operatori pubblici, gli effetti economici delle riforme della burocrazia sarebbero comunque molto lunghi e non compatibili con le necessità di ripresa di breve termine che il PNRR deve garantire.