Dopo la sentenza della Corte Costituzionale tedesca di oggi, finalmente è in opera la catena Fondo Salva Stati → Banca Centrale. In caso di crisi, questi sono i passaggi: 1) il paese X chiede di essere aiutato e può chiedere di essere aiutato solo a condizione che metta in opera delle politiche fiscali appropriate. 2) Il Fondo Salva Stati decide se intervenire, acquistando le obbligazioni emesse dal paese X alle aste; in altri termini, ne finanzia la politica fiscale, perché la condivide. 3) Se le cose non si stabilizzassero dopo i passaggi 1) e 2), ecco che interverrebbe la Banca Centrale Europea, comprando i titoli con scadenza fino a tre anni del Paese X sul mercato secondario.

Insomma, sembra che il cerchio nell'euro-area sia chiuso: 1) tutti i paesi varano politiche di stabilità che li portano a non avere più deficit, ossia che li portano a non dover emettere nuovo debito. 2) Semmai i mercati non apprezzassero, ecco l'intervento di stabilizzazione che chiude la partita. 3) Una volta che nessuno emette nuovo debito con l'economia che riprende, il debito pubblico (il numeratore) resta invariato e il PIL (il denominatore) cresce, dunque nel tempo scende pure il rapporto Debito/PIL. Ecco che i “Paesi formica” possono salvare i crediti che vantano con i “Paesi cicala”, usando in parte il Fondo Salva Stati e in parte la Banca Centrale. Ecco che i “Paesi cicala”, fatti “i compiti i casa”, sempre grazie al Fondo Salva Stati e alla Banca Centrale, possono, per il minor costo del debito pubblico, correggere i bilanci pubblici con oneri inferiori.

Tutto bene quindi? Sì, anche se è utile pensare allo scenario peggiore, perché … non si sa mai.

Eccolo: 1) Il Paese X vara le manovre giuste e si applica per ricevere gli aiuti e dal Fondo Salva Stati e dalla Banca Centrale, che approvano e comprano i titoli alle aste e sul mercato secondario. 2) Poi si scopre che nel Paese X le politiche fiscali non riescono – per l'opposizione parlamentare e di piazza – ad essere portate avanti. 3) Il Fondo Salva Stati smette di comprare i titoli alle aste, mentre la crisi si forma anche sul mercato secondario, che vede balzare i rendimenti per effetto della richiesta di un “premio per il rischio” per investire nel Paese X. A questo punto la palla passa alla Banca Centrale. Se smette di comprare, ecco che i rendimenti delle obbligazioni del Paese X diventano iperbolici, se, invece, compra, ecco che finanzia indirettamente la politica fiscale sbagliata. (La finanzia perché i rendimenti sul mercato secondario sarebbero maggiori se non intervenisse, e dunque aiuta il Paese X a strappare alle aste, il mercato primario, dei rendimenti inferiori).

L'articolo è stato pubblicato anche su:

http://temi.repubblica.it/limes/corte-sentenza-karlsruhe-eurozona-bce-salva-stati/38124