Con un nome così non poteva che avere fortuna. La curva Grande Gatsby spopola nei modelli macroeconomici in giro per il mondo, e di certo molto dipende dall’intuizione di evocare il mitico libro di Scott Fitzgerald. Qui si parla di eguaglianza, anzi di diseguaglianza, cioè di tutto quel che ha a che fare con il 99 per cento e l’1 per cento, i poveri e i ricchi.

A gennaio, il capo degli economisti di Barack Obama, il professor Alan Krueger, fece un discorso considerato cruciale sul tema (1). La curva fitzgeraldiana misura sull’asse delle ordinate il coefficiente Gini, il più noto “coefficiente di diseguaglianza”, e sull’asse delle ascisse la flessibilità di un sistema al cambiamento di livello di reddito (è come se misurasse la fattibilità di fare fortuna). Come dice Krugman (amico e collega di Krueger) (2), il risultato della curva è “disturbing”.

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La battaglia elettorale in corso in America (ma anche in Francia) è sulla diseguaglianza e sul maggior contributo che i ricchi devono dare per la ripartenza. Se l’Inghilterra inizia a capire che la maggiore tassazione ai più alti livelli di reddito non significa automaticamente maggiori entrate, meno deficit, più fiducia (anzi, come è noto, succede spesso il contrario), il populismo antiricchezza persevera a Parigi e Washington. La curva del Grande Gatsby ne è l’essenza, assieme alle varie iniziative “segretaria-di-Warren-Buffett” di cui è piena la campagna elettorale democratica.

I risultati sono incerti (in Francia, il presidente Sarkozy sta rimontando contro il socialismo populista dell’avversario Hollande), ma c’è chi sostiene che l’errore dell'attacco alla ricchezza non è soltanto economico, è anche cultural-letterario (3). Il Grande Gatsby era un arricchito, ma non rappresenta la mobilità sociale, piuttosto la determinazione individuale, al costo di dimenticare la propria identità, e miseramente fallire.

(1) http://milescorak.files.wordpress.com/2012/01/34af5d01.pdf

(2) http://krugman.blogs.nytimes.com/2012/01/15/the-great-gatsby-curve/

(3) http://www.forbes.com/sites/maurapennington/2012/01/24/paul-krugman-gets-economics-wrong-the-great-gatsby-too/