La crescita dell'occupazione in Spagna è stata maggiore di quanto previsto (1), probabilmente perché i modelli di previsione incorporano mercati del lavoro rigidi – come quello italiano - e non liquidi – come quello spagnolo.

Secondo i modelli prevalenti, infatti, l'occupazione cresce dopo che la crescita economica è diventata robusta, ossia quando gli imprenditori si convincono del nuovo maggior livello della domanda, perché non possono licenziare, e non contemporaneamente, come, invece, sta avvenendo in Spagna soprattutto nel settore dei servizi, perché possono licenziare. In Spagna c'è stata una crescita imprevista dell'occupazione, ma si deve tener conto che la disoccupazione resta il doppio di quella italiana (25% contro 12,5%).

Si ha perciò (2) chi sostiene che la ripresa spagnola dipenda essenzialmente dalla riforma del mercato del lavoro: si può licenziare senza oneri entro un anno dall'assunzione. Ciò che favorisce la domanda di lavoro stagionale nel turismo. La Spagna aveva sperimentato una gigantesca bolla immobiliare, che aveva trainato il settore delle costruzioni e quindi, come vedremo poi, la domanda di “muratori”. Oggi, invece, si ha una forte domanda di “camerieri”. In realtà, si ha anche una qualche crescita della domanda di lavoro con contratto a tempo indeterminato (3).

Secondo il Fondo Monetario Internazionale (4) la crescita italiana nel 2014 sarà pari sull'anno ad un modesto 0,3%, con una variazione in uscita (ossia IV trimestre 2014 su IV trimestre 2013) pari al 0,8%. In Spagna i numeri del PIL 2014 sono 1,6%, e la variazione di fine anno del 1,7%. La revisione della crescita italiana è al ribasso -0,3% sul 2014, e quella spagnola al rialzo +0,3%.

Var PIL

2012

2013

2014

2015

Var '14

Var '15

IV '13

IV '14

IV '15

Italia

-2,4

-1,9

0,3

1,1

-0,3

0

-0,9

0,8

1,2

Spagna

-1,6

-1,2

1,6

1,6

0,3

0,6

-0,2

1,7

1,5

Si può riflettere sulla vicenda della Spagna, anche attraverso questo grafico (5). La crescita è data dalla variazione degli input di lavoro e capitale e dalla produttività totale dei fattori (TFP in inglese), ossia da un residuo non spiegato dalla variazione degli input “grezzi”. Il TFP (6) - nel grafico l'istogramma rosso - riflette la spinta alla crescita che proviene dal miglioramento della combinazione dei fattori. Come si vede, la crescita spagnola era stata trainata soprattutto dai “muratori” dalla metà degli anni Novanta fino alla crisi del 2007, meno dalla crescita degli investimenti fissi, e quasi per niente dal TFP.

Determinanti crescita SpagnaDeterminanti crescita Spagna

 

1 - http://www.agoravox.it/Spagna-occupazione-in-crescita-Ma.html

2 – Il Foglio, 26 luglio 2014, pagina 4.

3 - http://www.ft.com/intl/cms/s/0/53a2b6f6-1309-11e4-925a-00144feabdc0.html?siteedition=intl#axzz38fgMqcur

4 - http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2014/update/02/pdf/0714.pdf

5 - http://fistfulofeuros.net/afoe/spain-and-the-imf-round-the-bend-or-out-of-the-woods/

6 - http://it.wikipedia.org/wiki/Total_factor_productivity