Il balzo delle azioni statunitensi di oggi è motivato dalle migliori aspettative dei consumatori, mentre la caduta del prezzo degli immobili, anch’essa comunicata oggi, è stata poco discussa. Cerchiamo di vedere meglio, partendo dall’analisi dell’indice dei prezzi al consumo.


Se è salito il potere d’acquisto delle famiglie – case meno care da comprare, benzina meno cara – possiamo avere una ripresa dei consumi? Ossia, se il potere d’acquisto sale, come è salito (A), ha senso pensare che i consumi riprenderanno, perciò il balzo di oggi dell’indice delle aspettative dei consumatori può essere giustificato con solidi argomenti (B)?

 
(A) L’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti misura – circa un terzo dell’indice – anche la dinamica degli affitti. Se questi sono stabili, mentre i prezzi delle case salgono, l’indice non registra la bolla immobiliare. Viceversa, se i prezzi degli affitti sono stabili, mentre i prezzi delle case franano, l’indice non registra il crac immobiliare. L’indice è efficiente se i prezzi delle case e i prezzi per il loro uso (gli affitti) hanno una relazione costante. Negli ultimi anni abbiamo registrato prezzi delle case che sono saliti e scesi, con il prezzo degli affitti abbastanza stabile; inoltre, abbiamo avuto un prezzo del petrolio che è esploso e poi franato.
 
Che cosa succede se togliamo gli affitti e mettiamo i prezzi delle case nell’indice dei prezzi al consumo, quello che include anche il prezzo dell’energia – la linea blu nel primo grafico? Come si vede, abbiamo una fiammata d’inflazione e poi di deflazione. Insomma, chi voleva comprar casa e usava molto l’auto era, fino a tre anni fa, «nei guai», adesso sta molto meglio: il suo potere d’acquisto è salito davvero parecchio negli ultimi tempi. Allora, se è salito il potere d’acquisto delle famiglie – case meno care da comprare, benzina meno cara – possiamo avere una ripresa dei consumi?
 
(B) C’è un primo ma. Il prezzo degli immobili in forte caduta, confermato dai dati di oggi, mette in difficoltà chi ha casa e la pone come garanzia per i propri debiti. Chi ha casa deve consumare meno. C’è un secondo ma. Torniamo all’indice delle aspettative dei consumatori: si vede dal secondo grafico – i primi cinque blocchi di istogrammi – che non sono poi variate molto. C’è l'idea che le cose saranno leggermente migliori nel prossimo futuro.


Nota aggiunta il 27 maggio

Con soddisfazione riportiamo il commento del «Financial Times» del 26 maggio delle 21.30 – la nostra nota è stata scritta alle 19.30 – che dice circa le stesse cose:

http://www.ft.com/cms/s/0/9bd54794-4a33-11de-8e7e-00144feabdc0.html

Si resta molto perplessi se solo si pensa che il mercato azionario degli Stati Uniti possa essere salito del 3% per effetto del sesto blocco di istogrammi (le aspettative), mentre il settimo (le cose come sono) è quasi immobile. Si resta ancor più perplessi se si pensa che il mercato azionario europeo, che stava cedendo prima dell’apertura di quello statunitense, è rimbalzato per effetto del sesto blocco di istogrammi. Si ricordi – qualora si fosse diventati «ottimisti» – che i rendimenti delle obbligazioni statunitensi a 10 e 30 anni sono saliti molto. 


inflazione
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indice_delle_aspettative
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