Il Recovery Plan è alla sua terza versione, e pure continua a far storcere il naso a molti. È migliorato dalla sua prima apparizione. Gli elementi di progresso sono l’aumento della quota di investimenti a circa il 70 per cento, anche se non sappiamo quanti di essi siano il semplice trasporto di spese dalla legge di bilancio a questo extra budget, e la rinuncia a un modello di governance che bypassava la complessa catena di comando e controllo dell’amministrazione pubblica. Invece, una delle sfide italiane da vincere dovrebbe essere proprio la restituzione all’amministrazione la capacità di realizzare opere e progetti in tempi normali.