Agli inizi di aprile Goldman Sachs – la più importante delle banche d’affari – era al centro dell’attenzione per i risultati che aveva ottenuto in una situazione molto difficile (1). Agli inizi di luglio, ossia in questi giorni, è al centro dell’attenzione perché potrebbe essere la protagonista dell’operazione, che si sta preparando, di offrire una quantità immensa di obbligazioni da parte del settore pubblico (2).


È interessante capire la ragione per la quale gli utili sono stati rivisti al rialzo. Ridotta all’essenziale, la revisione al rialzo degli utili della Goldman Sachs dipende da due fattori:
1) il maggior grado di oligopolio del sistema delle banche d’affari (Bear Stearns e Merrill Lynch sono state assorbite, mentre Lehman è scomparsa);
2) l’immensa offerta di debito pubblico a livello federale e locale, offerta volta – le obbligazioni finanziano i deficit ai vari livelli – a contenere gli effetti della crisi.
 
Insomma, la crisi ha fatto saltare il vecchio sistema delle banche d’affari, e ha anche spinto all’emissione di debito pubblico, perciò chi «resta» può guadagnare di più perché partecipa alla «distribuzione» del debito pubblico. Il messaggio va letto in maniera «obliqua»: Goldman Sachs è attraente non perché le cose in finanza e nell’economia hanno ripreso il corso normale, bensì perché le cose stazionano ancora in un sentiero di crisi.
 

http://www.centroeinaudi.it/notizie/goldman-sachs-/-i.html

http://ftalphaville.ft.com/blog/2009/07/13/61716/meredith-on-goldman-re-redacted/