Nell’ultimo secolo la borsa statunitense ha generato una crescita del 9% annuo composto. Un numero mostruoso! Il 9% è la variazione nominale dei prezzi con i dividendi reinvestiti; è composto da un 4,5% di variazione dei prezzi e da un rendimento dei dividendi del 4,5%. Bene, quest’autentica meraviglia è il ritorno nominale senza costi di sorta e senza imposte. Togliamo allora l’inflazione, pari al 4%, e la variazione diventa del 5%. Togliamo i costi di gestione, pari solitamente al 2%, e siamo al 3% di ritorno reale composto. Dobbiamo ancora togliere le imposte, calcolabili annualmente fra l’1 e il 2%. Alla fine resta poco, in termini reali netti – intorno a poco più dell’1%. E mancano le commissioni di transazione. Togliamo anche quelle, che ultimamente sono cadute moltissimo ma che una volta non erano minuscole, e resta quasi niente. Si noti che i numeri apparenti non illudono solo le nonnette che sono credulone, perché anche le astute imprese con i loro piani pensionistici a ritorno garantito per i dipendenti si sono illuse.


La fonte dei numeri è nientemeno che il fondatore della famosa casa di investimento Vanguard:


http://www.ft.com/cms/s/0/e441c07e-5ac7-11e0-8900-00144feab49a.html#axzz1ICkdgnsz