Negli ultimi venticinque anni le azioni e le obbligazioni hanno dato lo stesso rendimento, ma le azioni hanno avuto escursioni all’ingiù di notevole entità. Rispetto a dieci anni fa, il minore rendimento delle azioni rispetto alle obbligazioni è pari al 50%. Il grafico mostra il punto:


azioni e obbligazioni alla lungaazioni e obbligazioni alla lungaazioni e obbligazioni alla lunga



Al che si potrebbe asserire – sulla base dell’esperienza – che le azioni vanno comprate e vendute, ma non comprate e tenute. In altre parole, che conviene comprare e tenere solo le obbligazioni. Il ragionamento funziona, se il futuro è eguale al passato.

Tuttavia, si ha una novità da valutare. In seguito alla crisi, i bilanci pubblici si sono deteriorati. Quel che è peggio, i bilanci di Stati Uniti e Giappone mostrano un deficit prima ancora di pagare gli interessi. Ossia, si emette nuovo debito prima ancora di pagare gli interessi sul debito emesso. Una situazione grave, che spinge nella direzione di una crescita consistente del debito. La tabella elaborata dall’OECD a novembre mostra il punto:

dinamica dei bilanci pubblicidinamica dei bilanci pubblicidinamica dei bilanci pubblici



È possibile – anzi probabile – che la crescita del debito spinga i rendimenti al rialzo. La tabella dell’OECD mostra la relazione fra il volume del debito e la differenza fra i rendimenti a breve e a lungo termine. Maggiore il debito, maggiore la differenza:

curva dei rendimenti e volume del debitocurva dei rendimenti e volume del debitocurva dei rendimenti e volume del debito



Se i rendimenti salgono, i prezzi delle obbligazioni emesse scendono. La conclusione è immediata: le obbligazioni emesse dai Tesori a medio e lungo termine non sono più un investimento sicuro come negli ultimi venticinque anni.

Urge pensare a nuove tecniche di investimento.