Adesso meno, ma, fino a poco tempo fa, la polemica sulla politica monetaria, quella non scientifica, asseriva tremula che la banca centrale degli Stati Uniti avrebbe sommerso l’economia di moneta, generando molta inflazione. Sottintesa era la teoria quantitativa della moneta che afferma che tanto maggiore è la quantità di moneta, tanto maggiore sarà l’inflazione.


Ossia, il reddito nominale, dato dai prezzi dei beni moltiplicato per la quantità prodotta è eguale alla moneta emessa moltiplicata per la velocità con cui essa circola nel sistema (http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_quantitativa_della_moneta). Come mai non abbiamo avuto alcun segnale di inflazione?

 


Si prenda la moneta cartacea e quella metallica in circolazione. Grafico 1. Si vede che essa è cresciuta poco o niente.
 


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Prendiamo allora in considerazione la moneta propriamente detta con le riserve depositate presso la banca centrale, la base monetaria. (http://it.wikipedia.org/wiki/Base_monetaria). Essa è effettivamente cresciuta moltissimo. Grafico 2.
 




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Questa gran crescita della base monetaria non ha prodotto inflazione, perché la base monetaria non è entrata in circolazione, ossia è rimasta congelata presso la banca centrale. Le banche hanno accresciuto le riserve depositate ben oltre il loro fabbisogno. Non si prestano denaro fra loro, né lo prestano all’economia. Grafico 3. Segue che la gran creazione di base monetaria non è entrata in circolazione e quindi, anche ammesso che la teoria quantitativa della moneta sia vera, non ha prodotto inflazione.
 



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