Si ha l'uscita dai fondi obbligazionari (per il timore del rialzo dei rendimenti legato ad una politica monetaria meno espansiva – rialzo che spingerebbe all'ingiù i prezzi delle obbligazioni) e l'ingresso in quelli azionari (che si suppone possano andar bene, una volta che l'economia riprenda a crescere).

Questo è quanto si osserva negli ultimi tempi. Da qui anche il timore che si formi una bolla nel campo delle azioni. Se si guardano gli andamenti di più lungo termine si vede che abbiamo finora avuto una modesta contrazione degli investimenti in obbligazioni, ed una modesta crescita di quelli in azioni. Il grafico mostra l'andamento cumulato della raccolta netta dei fondi statunitensi nelle due classi di attività finanziarie. Lo spostamento massiccio dalle obbligazioni alle azioni, che ha preso il nome di “great rotation”, per ora non si è ancora palesata.

 

La grande rotazioneLa grande rotazione

Si consumerà sempre meno energia per unità di PIL in tutti i Paes. La crescita dei consumi di energia sarà perciò minore della crescita del PIL – grafico a sinistra. L'energia consumata sarà per il 90% quella di origine fossile - quindi petrolio, carbone e gas - e per il 10% quella da altre fonti – idriche, nucleari, rinnovabili – grafico a destra. Dunque nulla di “rivoluzionario”. Se si avranno dei grandi mutamenti, li si avrà solo a livello locale – la crescita del gas estratto negli Stati Uniti, la crescita della popolazione nei Paesi OPEC, eccetera – ma non nel complesso della produzione e del consumo di energia. In breve, non si palesa la sostituzione delle energie non rinnovabili con quelle rinnovabili.

I dati si trovano nella pubblicazione della British Petroleum: http://www.bp.com/content/dam/bp/pdf/Energy-economics/Energy-Outlook/Energy_Outlook_2035_booklet.pdf

 

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