Da qualche tempo il prezzo del rame sta salendo in rapporto al prezzo dell’oro. Questo potrebbe essere un segnale che la ripresa è «dietro l’angolo». La relazione fra il rame e l’oro è infatti un ottimo sensore del ciclo economico.

Il rame – come il cane – accompagna la vita dell’umanità fin dalla notte dei tempi. È un minerale straordinariamente efficace come conduttore di energia. Ha senso osservare il suo comportamento economico perché, se la domanda di rame sale, allora sale la produzione industriale e viceversa. La forza del rame (per la sua importante funzione industriale) e la forza del dollaro australiano (come moneta di un paese esportatore di materie prime) segnalano l’economia in crescita. La forza dell’oro (per la sua funzione di bene rifugio) e la forza del franco svizzero (come moneta di un paese rifugio) segnalano, invece, l’economia in difficoltà. Il rame in rapporto all’oro (metallo contro metallo) e il dollaro australiano in rapporto al franco (moneta contro moneta) sono degli ottimi strumenti per segnalare il ciclo economico (1).
 
Il loro rapporto ha anticipato la crisi in corso (2). Ultimamente il rame ha ripreso a salire in rapporto all’oro, come mostra il primo grafico. È questo un segno che la ripresa si sta materializzando, che ci sono germogli di ripresa – i famosi green shoots (3)? Questa è l’interpretazione di molti. Può darsi, ma c’è un grande «ma».
 
Chi domanda rame è chi produce, ossia chi ha un’economia industriale e non di servizi, e chi costruisce infrastrutture, ossia chi deve inurbare i contadini. In breve, soprattutto la Cina nelle condizioni di oggi. La domanda di rame da parte cinese è salita tantissimo. Ergo – si dice – la crescita cinese è ripartita.
 
Si prenda l’importazione di rame cinese in volume (non in valore; valore = volume per prezzo) per vedere che cosa sta accadendo. Come mostra il secondo grafico, si considera la domanda cinese di rame degli ultimi anni, la linea blu; si traccia il trend, la linea rossa; si vede che negli ultimi mesi c’è stata un’esplosione della domanda di rame. Un’esplosione, se si guarda il grafico, anomala.
 
È difficile che la Cina consumi il doppio del rame che consumava quando cresceva il doppio. È facile, invece, che i cinesi comprino rame per avere una riserva strategica di questo metallo, che potrebbe oggi avere dei prezzi attraenti, se giudicati in rapporto ai prezzi che un giorno potrebbe avere. Dunque la crescita del prezzo del rame non riflette la maggiore domanda legata alla crescita corrente, riflette l’accumulo di scorte strategiche.
 
L’ascesa del prezzo del rame in rapporto all’oro non sembra essere un segnale che la ripresa è «dietro l’angolo».


(1) http://www.centroeinaudi.it/notizie/il-diavolo-e-l’-acqua-santa-/-ii.html

(2) http://www.centroeinaudi.it/commenti/il-diavolo-e-l’-acqua-santa-/-i.html

(3) http://www.centroeinaudi.it/notizie/green-shoots-/-I.html



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