L’agenzia Bloomberg ha riportato la notizia secondo cui il ministero delle finanze svizzero avrebbe richiesto alle banche di raggiungere un livello di leva non inferiore al 5%. La leva è il rapporto tra il Patrimonio Netto Tangibile e il Totale Attivo Tangibile.

 

 

 

Il termine tangibile indica la necessità di sottrarre dal Patrimonio Netto e dal Totale Attivo, come riportato nei bilanci, il valore delle cosiddette Attività Immateriali. Queste ultime rappresentano quelle componenti degli attivi bancari che potrebbero produrre benefici futuri ma che non sono vendibili. Si tratta nel caso delle banche principalmente dei valori di avviamento su acquisizioni effettuate in passato ma anche di marchi e altri costi capitalizzati.

Sulla base di questa notizia, peraltro non confermata, abbiamo effettuato una simulazione, comprendente le banche quotate inserite nell’indice Stoxx 600, per ottenere una indicazione di massima su cosa accadrebbe se lo stesso vincolo venisse imposto a tutte le banche europee. Basandoci sui dati forniti da Reuters abbiamo calcolato il Totale Attivo Tangibile del 2014 e partendo dal Patrimonio Netto Tangibile del 2014 abbiamo ricavato il valore per il 2015 aggiungendo l’intero ammontare degli utili stimati per il 2015.

Il risultato dell’analisi mostra un surplus di capitale per la banche italiane di circa € 23 miliardi, grazie ad un valore di leva superiore al 6%. Se rapportato al Totale Attivo Tangibile e al Patrimonio Netto Tangibile il surplus delle banche italiane quotate è il più elevato tra le banche dei paesi europei. Valori positivi sono registrati anche dalla banche inglesi, spagnole e svedesi, sebbene su valori percentuali inferiori alle banche italiane.

In condizioni di deficit patrimoniale sono le banche danesi, svizzere e, soprattutto, tedesche e francesi. Ovviamente il parametro della leva non è l’unico utilizzato per definire la capienza patrimoniale delle banche. Parametri meno stringenti, basati sulla ponderazione degli attivi, tendono a mostrare situazioni molto diverse in quanto attribuiscono pesi diversi alle componenti degli attivi bancari, in particolare ai titoli obbligazionari in funzione del rating, alle partecipazioni e alle sofferenze. Peraltro il modello della leva richiamato dalla notizia di Bloomberg è applicato in misura prevalente, rispetto ad altri modelli, sia negli USA che nel Regno Unito, avendo il modello basato sugli attivi ponderati mostrato dei gravi limiti durante la recente crisi finanziaria.

 

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