Non si capisce bene perché molti asseriscano che il peggio è alle spalle. Il mercato azionario è rimbalzato, sulle dichiarazioni di una banca statunitense (1), ma avevamo avuto grandi rimbalzi altre due volte negli ultimi tempi (2). Gli utili negli Stati Uniti sono in contrazione (3) (4). In Europa gli utili hanno un andamento simile, e in Giappone peggiore. Il mercato obbligazionario è in tensione per la crescita del debito pubblico (5) (6).


Si potrebbe far notare che gli ottimisti sono, quasi tutti, o gestori di fondi o analisti di case d’intermediazione finanziaria. Essi emergono nel sistema dei media proprio nelle fasi di rimbalzo, dicendo, con il tono grave di chi è stato ingiustamente incompreso e offeso, che si ha finalmente l’occasione d’investimento per il lungo termine. Peccato che negli ultimi quarant’anni le obbligazioni mondiali abbiano dato gli stessi risultati delle azioni mondiali, e dunque il lungo termine deve essere proprio lungo (7).

 

Chi asserisce, come noi, che gli utili e i rendimenti non militano a favore del rialzo del prezzo delle azioni, nel gergo finanziario fa delle considerazioni basate sui «fondamentali». Per vedere se abbiamo torto, prendiamo allora i prezzi delle azioni, senza considerazioni di sorta sugli utili delle imprese e sui rendimenti delle obbligazioni, proprio come si fa con l’«analisi tecnica», che assume che nei prezzi ci siano già tutte le informazioni.

 

Mostriamo i grafici del mercato azionario italiano. Gli andamenti dell’Europa, del Giappone e degli Stati Uniti sono simili.
 
• Il mercato italiano, se osservato dal suo massimo del 2007, disegna, su base settimanale, una discesa ripida e ordinata entro un canale di regressione lineare di qualità elevatissima. Grafico 1.
 
• Calcoliamo ora la regressione non lineare dei prezzi giornalieri delle azioni degli ultimi 75 e degli ultimi 150 giorni di borsa. Abbiamo un andamento dei prezzi quasi sempre entro la prima banda d’oscillazione, segnata dalla linea arancione. Quando fuoriescono in su o in giù – la linea viola – ritornano con violenza entro la prima banda d’oscillazione. Il mercato italiano, se osservato a 75 giorni, sta salendo con una forza che si sta spegnendo negli ultimi tempi. Grafico 2.

• Il mercato italiano, se osservato invece a 150 giorni, non sta salendo, ma ha una forza che non si sta spegnendo. Grafico 3.
  

In conclusione, i prezzi «in quanto tali» non danno torto ai «fondamentalisti».

 

Nota finale. Se i mercati azionari salgono, sia pure in modo non giustificato, possono creare il «clima di fiducia». E alla fine, grazie al clima migliore, spingere le cose reali verso il meglio. Il sistema delle pensioni, che negli Stati Uniti ruota intorno alle azioni, potrebbe risollevarsi. Il valore delle imprese in rapporto al debito potrebbe salire, e quindi creare un minor timore d’insolvenza. Il reale (nel futuro) potrebbe essere migliore grazie all’aspettativa migliore del reale (nel presente). Chi lo sostiene? Alan Greenspan (8). Una discussione affascinante che riprenderemo.


(1) http://www.ft.com/cms/s/0/4ff534c4-247c-11de-9a01-00144feabdc0.html 


(2) http://www.centroeinaudi.it/notizie/la-settimana-dei-mercati / IV.html

 

(3) http://www.centroeinaudi.it/notizie/la-«stagione-degli-utili».html


(4) http://www.centroeinaudi.it/notizie/la-«stagione-degli-utili»-dal-punto-di-vista-del-fisco.html

 

(5) http://www.centroeinaudi.it/notizie/la-solidità-dei-bilanci-pubblici.html

 

(6) http://www.ft.com/cms/s/0/360ca464-245b-11de-9a01-00144feabdc0.html

 

(7) http://www.centroeinaudi.it/ricerche/capire-la-crisi.seconda-parte.novembre-2008.html


(8) http://www.ft.com/cms/s/0/d8c1576c-1c87-11de-977c-00144feabdc0.html

 

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