Come si sono mosse le Borse nell’ultimo anno ? O meglio, come si è modificato il rapporto Prezzo/Utili (PE) negli ultimi dodici mesi ? Risposta: è cresciuto circa del 10%, passando da poco meno di 16 a circa 17. Questi valori si riferiscono alla media semplice di una dozzina di piazze finanziarie che rappresentano il mondo del mercato azionario.

Prima precauzione. La variazione può essere imputata sia al nominatore, i Prezzi, che al denominatore, gli Utili. Il dato dice che complessivamente, e mediamente, possono essersi verificati due fenomeni: o i prezzi sono cresciuti più degli utili o gli utili sono scesi più dei prezzi. Possiamo ritenere che presumibilmente negli ultimi dodici mesi si sia verificato il primo caso ovvero i Prezzi delle azioni sono cresciuti più degli Utili delle società quotate.

Complichiamo le cose aggiungendo la variazione del rapporto PE Mediano ovvero della società che in ogni singola Borsa si colloca esattamente a metà del numero di società quotate messe in ordine, crescente o decrescente, di PE. Per esempio, se sono tre le società quotate il PE Mediano sarà quello della società esattamente in mezzo ovvero la numero due, secondo lo schema. Sempre lo stesso schema racconta che il rapporto tra PE mediano e PE di Borsa è minore di 1 quando sono premiate le società grandi mentre è maggiore di uno quando sono premiate le società piccole (1).

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Intanto possiamo dire che il PE Mediano si è cresciuto meno del PE di Borsa, circa il 9% da 18 a 20 se si esclude la Cina, addirittura solo il 3%, da 20 a 21, se si comprende la Cina. Infatti, ad aprile 2016 il PE Mediano della Borsa cinese era addirittura 45 mentre oggi è sceso a 35, perdendo un quarto del valore. Inoltre, il PE della Borsa cinese è invece salito del 15%, da 12 a 14. Con il risultato di un rapporto tra PE Mediano e PE di Borsa sceso da 3,6 a 2,4. La noia dei numeri dice che le piccole-medie società cinesi spuntano ancora prezzi di Borsa molto più elevati, ad esempio, della gigantesche banche che vengono pagate meno di 7 volte gli utili ma la distanza si è ridotta negli ultimi dodici mesi.

Complessivamente solo la Borsa russa ha visto scendere il PE da 9 a 6 e il PE Mediano da 10 a 8. Il PE delle altre undici Borse è salito, anche del 50% nel caso di Hong Kong a cui segue l’Italia con oltre il 20%. Dal lato del PE Mediano il fenomeno indiano dice che le piccole – medie imprese di quell’area hanno letteralmente calamitato l’interesse degli investitori generando una crescita superiore del 50% ed arrivando ad un valore di PE Mediano superiore a quello cinese, 38. All’opposto sono state particolarmente penalizzate le piccole – medie imprese cinesi, britanniche, russe e brasiliane.

Il caso inglese merita una particolare attenzione. La Brexit ha generato una radicale inversione nella valutazione borsistica relativa tra grandi e piccole imprese. Se il rapporto tra PE Mediano e PE di Borsa era 1,1 ad aprile 2016, indicando un premio del 10% per le società minori, oggi la situazione è opposta con uno sconto quasi del 20% per le società minori, sconto che ha raggiunto valori maggiori nella fase acuta della crisi. La vittoria della Brexit ha penalizzato le società britanniche a maggiore vocazione domestica, almeno dal punto di vista delle valutazioni di Borsa.

Sembra addirittura che la valutazione delle società domestiche, ovvero con fatturato dedicato al mercato interno del Regno Unito, sottintenda l’anticipazione di una possibile recessione in virtù dell’apparente correlazione tra l’andamento del Prodotto Interno Lordo e la valutazione relativa tra piccole – medie imprese e le maggiori capitalizzazioni.

1 - http://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/asset-allocation/4392-mediana-e-media-delle-borse.html

 

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