È morto Benoit Mandelbrot, il matematico che per anni ha sostenuto che le vicende in finanza abbiano la caratteristica di concentrarsi moltissimo in poche sedute. Altrimenti detto, noi percepiamo le vicende come se fossero spalmate con regolarità, ma questo non è vero (1). Gli rendiamo omaggio con due grafici. Il primo (2) mostra come la borsa statunitense, durante la crisi degli ultimi anni, sia variata nei giorni in cui la banca centrale ha iniettato liquidità. Se sottraiamo dall’indice queste iniezioni, esso sarebbe a 800 punti e non a 1.200. Il secondo (3) mostra come l’ascesa della borsa statunitense si abbia nelle prime due settimane del mese nel quale escono i bilanci delle società. Negli altri giorni dello stesso mese non succede quasi nulla.


(1) http://www.ft.com/cms/s/2/5372968a-ba82-11da-980d-0000779e2340,dwp_uuid=77a9a0e8-b442-11da-bd61-0000779e2340.html

(2) www.centroeinaudi.it/images/lettera_economica/quandosalgonoimercatiutili.gif

(3) http://www.centroeinaudi.it/images/lettera_economica/quandosalgonoimercatiutili.gif

Nota aggiunta il 20 ottobre 2010. Al grafico (2) si accompagna questo, che mostra come, per la prima volta negli ultimi quindici anni, all'ascesa di borsa non corrisponda una raccolta dei fondi comuni. Il largo pubblico sta alla finestra, insomma.

http://av.r.ftdata.co.uk/files/2010/10/Cummulative-Net-Money-Flows.jpg