In breve, possiamo affermare che i redditi dei finanzieri salgono molto più dei redditi medi quando l'industria finanziaria è de-regolata, per poi cadere quando è ri-regolata. Essi non cadono immediatamente, ossia quando la crisi si manifesta, ma qualche tempo dopo, quando diventa chiaro che il sistema viene riformato. Quanto accaduto ultimamente - una grande banca che, temendo di avere in futuro dei redditi inferiori per effetto delle nuove regole, licenzia 10 mila dipendenti - con le altre che probabilmente la seguiranno è un segno che le cose si stanno muovendo in questa direzione.

Di seguito riportiamo i grafici di Thomas Philippon e Ariel Resheff: “Wages and Human Capital in the US Financial Industry, 1909-2006”, che avvalorano la tesi esposta.

L'industria finanziaria (composta da banche di credito ordinario, da assicurazioni, e da finanziarie di investimento) quando è deregolata assume delle persone qualificate e le paga molto (primo grafico dello studio), perché richiede delle competenze maggiori (secondo grafico). Le persone qualificate vedono alzarsi le retribuzioni ben sopra la media. Questo fenomeno non si manifesta nel credito e nelle assicurazioni, dove si continuano ad avere retribuzioni eguali alla media dei settori non finanziari. Il rapporto fra i redditi dei finanzieri e la de-regolamentazione e la ri-regolamentazione è palese (terzo grafico). Infine, di quanto potrebbero cadere i redditi dei finanziari nel prossimo futuro? Calcolando quanto guadagnerebbero per mansioni equivalenti nel resto dell'economia (il benchmark nel grafico) e quanto guadagnano grazie alla de-regolamentazione si ha la differenza (quarto grafico).

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