Continuiamo (1) con la nostra campagna d’allarme. I mercati finanziari – negli Stati Uniti e di riflesso nel resto del mondo – o salgono molto, come quelli azionari, oppure tengono, come quelli obbligazionari. I primi anticipano la forte ripresa dell’economia, mentre i secondi, con i loro rendimenti contenuti, anticipano una ripresa lenta e senza i problemi che insorgerebbero per la elevata crescita del debito pubblico. In termini generali, possiamo affermare che ci sia troppo «ottimismo». Vi sono però degli andamenti – certamente di natura «minuta» – che possiamo definire, e senza esagerare, «inquietanti»: relativamente alle azioni statunitensi, l’enorme crescita delle transazioni in rapporto alla capitalizzazione delle imprese, ossia il continuo comprare e vendere senza mantenere posizioni stabili; relativamente alle obbligazioni statunitensi, la forte riduzione nel tempo degli acquisti esteri.

Uno studio della casa finanziaria giapponese Nomura mostra come gli scambi mensili su alcuni titoli in rapporto al valore di borsa delle imprese siano impressionanti. Nel caso della AIG, il gigante delle assicurazioni ora controllato dal Tesoro statunitense, il controvalore degli scambi mensili è pari a otto volte il valore di borsa della società: vuol dire che gli investitori cambiano opinione molte volte in un arco temporale minimo. I numeri di Citi e General Electric sono di parecchio inferiori, ma comunque elevati. L’estero – l’Europa e l’Asia – è meno «esagitato» negli scambi, come si vede dai grafici:


http://www.zerohedge.com/article/aig-casino-hot-potato-darling-806-monthly-turnover-ratio

Gli acquisti di titoli di stato statunitensi davvero importanti sono quelli effettuati da cinesi, giapponesi e inglesi. Cina e Giappone comprano – il primo paese da sempre, il secondo lo faceva in passato – le attività in dollari, soprattutto i titoli di stato, per tenere il cambio. L’Inghilterra compra per sé e per i paesi che non vogliono vedere registrate le proprie transazioni, come i paesi petroliferi. Si osserva nel 2009 una caduta degli acquisti nel corso del tempo:
 
http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/Total%20Top%203%20Purchases.jpg

 

Dunque gli statunitensi si scambiano le azioni come se fossero «patate bollenti», mentre l’estero è sempre meno interessato alle loro obbligazioni emesse dal Tesoro.


 

(1) http://www.centroeinaudi.it/commenti/lesuberanza-pericolosa-/-ii.html