La borsa statunitense dopo la gran flessione di ieri – superiore al 6% - oggi è prima rimbalzata, poi è caduta. Una conferma drammatica della debolezza delle aspettative sulla ripresa. E' poi salita molto – vedi il grafico, oltre il 4% - solo dopo l'annuncio della Banca Centrale. Laddove si afferma che l'estensione della politica dei tassi di interesse nulli (quelli a breve termine bassisimi in termini nominali, negativi se si conta l'inflazione) continuerà fino al 2013. La decisione del denaro a costo zero ha avuto un'opposizione, come non si vedeva da venti anni – ben tre dissidenti al momento del voto del comitato che presiede la banca centrale. Oltre all'ascesa delle azioni, si è avuta l'ascesa delle obbligazioni e delle valute rifugio come il franco svizzero e lo yen. Dunque sono salite sia le attività rischiose (le azioni), sia quelle supposte senza rischio (obbligazioni, franco e yen). Dal momento che la politica fiscale sarà restrittiva, ecco che quella monetaria continua ad essere espansiva. Ma non tutti credono che la politica monetaria espansiva porterà la ripresa, come chi ha comprato all'ultimo momento le azioni, altrimenti non avremmo avuto la crescita ulteriore delle attività prive di rischio (o meglio, supposte tali). Chi ha ragione? Il comunicato della Fed annuncia - a differenza di quello precedente - una crescita moscia (1). Ha ragione chi compra le azioni, perché pensa che il loro rendimento (dividendo su prezzo) sia meglio di quello dei titoli di stato, o ha ragione che preferisce i titoli di stato col loro rendimento a dieci anni - se si conta l'inflazione - pressochè nullo?


 

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(1) http://www.zerohedge.com/news/no-qe3-fomc-exceptionally-low-rates-through-mid-2013-complete-statement-comparison