Sono tanti i dossier aperti e tante le sfide che attendono il neo ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Matteo Salvini. Dalle autostrade alle ferrovie, dall'Alta Velocità alla Tav Torino-Lione, al Ponte sullo Stretto. Il ministro Salvini,  a pochi giorni dalla sua nomina,  ha rilanciato su Fb: «Vogliamo creare lavoro, disinquinare, sbloccare cantieri ed investire in trasporto su ferro e via mare, ma anche lasciare ai nostri figli un'opera che renderà l'Italia un Paese leader al mondo come il Ponte sullo Stretto, l'opera più avveniristica ed ecologica della storia».

Ma quale è il quadro attuale delle infrastrutture italiane? Emergono luci ed ombre, progetti ambiziosi ma pronti per essere avviati e ritardi in alcuni ambiti, come quello dell'Alta Velocità, che pongono il nostro Paese indietro rispetto ad altri Stati europei. A delineare la situazione è il professor Oliviero Baccelli, direttore del Master in Economia e Management dei trasporti, delle infrastrutture e della supply chain, all'università Bocconi.