Dove vanno le azioni? Chi dice di saperlo è un indovino o uno scommettitore. Però si possono fare dei calcoli, per così dire, statistici.

Intanto, prendiamo un indice che consideri tutti i mercati di Borsa del mondo, ossia il Morgan Stanley in valuta locale (in viola nei grafici MSCIW, con lettura della scala a destra) e consideriamo l’intervallo compreso tra il 2004 e il 2011. Lo rappresentiamo altresì in blu su una scala di deviazioni standard dalla sua media annuale, rolling (MSCIW2).

Poi facciamo un’analisi delle correlazioni e tiriamo fuori da un dataset di prezzi e indici finanziari due indicatori. I1 è un indicatore composito (a 5 componenti principali) leading dell’attività economica reale a scala mondiale; lo rappresentiamo in rosso su una scala di deviazioni standard dalla sua media annuale, rolling. I2 è un indicatore composito (a 3 componenti principali) del panico istantaneo esistente sul mercato; lo rappresentiamo in giallo su una scala di deviazioni standard dalla sua media annuale, rolling. Quando c’è panico, è facile che le correlazioni «saltino» e che neppure la diversificazione protegga i portafogli. Sono protetti solo i portafogli liquidi.

Si vede dalla figura 1 che I1 e MSCIW2 hanno un profilo molto simile. In altri termini, chi investe in azioni non può farlo scollegandosi dall’economia reale. L’investitore che compra i fondamentali alla lunga fa meglio di chi è sempre lungo o sta fermo. Sempre dalla figura 1 si vede che la linea rossa (I1) è sotto lo zero, il che significa che l’economia reale è in via di peggioramento.

Dalla figura 2 si osserva che l’indicatore di panico (I2) oscilla normalmente tra –2 e +6 deviazioni standard dalla sua media. È andato oltre +6 solo tre volte: durante la crisi Lehman, poi durante la prima seria crisi bancaria europea della primavera 2010 e nelle ultime settimane. A differenza delle due volte precedenti, salta all’occhio la durata del picco attuale di panico.

Dalla visione di insieme (figura 3) si vede che le condizioni ideali di acquisto, secondo questo modello, ci sarebbero quando la linea gialla (I2) scende (sotto lo zero) e la linea rossa sale (sopra lo zero). Chi considerasse adesso i due indicatori insieme comprerebbe per conseguenza poche azioni, perché I1 dice che non c’è ripresa reale e I2 dice che c’è ancora troppo panico.

Figura 1 – La Borsa segue le anticipazioni del ciclo reale. MSCI World e I1, indicatore leading dell’attività reale. Entrambi espressi in d.s. dalla media annuale, rolling

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Figura 2 – L’effetto del panico sulle azioni. MSCI World e I2, indicatore di panico. Quest’ultimo espresso in d.s. dalla media annuale, rolling

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Figura 3 – Settembre 2011: rallentamento e panico insieme. MSCI World (in valori assoluti e in d.s. dalla media annuale, rolling). I1 e I2, in d.s. dalla media annuale, rolling

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Disclaimer. Gli indicatori I1 e I2 sono indicatori proprietari di STEP Ricerche srl (www. Stepricerche.it). L’analisi svolta nell’articolo è ricerca economica, rappresentando un’applicazione statistica a dati finanziari. È sviluppata a scopo informativo e non rappresenta un servizio di consulenza finanziaria. I giudizi espressi dall’autore sono personali e non coinvolgono gli enti cui è collegato. Leggendone i contenuti, il lettore è d’accordo di non basarsi per le proprie scelte finanziarie sull’articolo in oggetto.