Da molto tempo i mercati azionari e obbligazionari salgono o scendono con forza ogni giorno. Potrebbe sembrare un andamento senza senso. Possibile mai che i mercati finanziari cambino opinione con delle escursioni di tale entità e con tanta frequenza? Sembra folle. Eppure, c'è una logica.

I mercati finanziari hanno una tendenza (trend) un'oscillazione morbida (cycle) e delle oscillazioni forti di breve durata (news). La tendenza la si osserva attraverso i così detti fondamentali (nel caso delle azioni, il combinarsi degli utili e dei rendimenti delle obbligazioni), le oscillazioni morbide e di una certa durata attraverso la conferma o meno dei succitati fondamentali (sempre nel caso delle azioni, la differenza fra gli utili e i rendimenti attesi e quelli effettivi), le oscillazioni forti e di breve durata si hanno, invece, quando arrivano delle notizie molto importanti e inattese.

In un mondo normale si ha l'andamento mostrato dal primo grafico stilizzato (della banca HSBC: Macrostrategy, 27 ottobre 2011). Per “mondo normale” intendo l'andamento del 1985 - 2007, dove, nel bene e nel male, si distinguevano il trend, il ciclo, e l'oscillazione forte di breve termine. E dove, alla fine, “tutto procedeva”. Ossia, alla lunga tutto saliva.

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Dal 2007 abbiamo - nel Mondo - sia la possibilità che le cose si riprendano, sia che implodano. Dunque abbiamo un andamento binario (tutto va bene e i prezzi salgono come trend, tutto va male e i prezzi scendono come trend), naturalmente ciascun trend ha la propria oscillazione. Insomma, le cose potrebbero finir bene, come male. E qui alberga la novità.

Potrebbero finir bene, come male, e questo può dipendere da grumi di eventi che si addensano, per esempio a cavallo delle elezioni. Abbiamo perciò delle oscillazioni di violenza inusitata legate ad eventi che possono farci cambiare idea sulla direzione. Per esempio, l'Europa dell'euro rimane in vita o è ferita in maniera mortale. Si può perciò saltare dall'andamento in discesa a quello in salita, come se nulla fosse. In gergo finanziario si passa dal “risk off” al “risk on”. Il secondo grafico stilizzato rende bene l'idea.

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Oggi i mercati stanno cadendo nell'attesa di un evento maggiore. Se la Grecia non uscisse più dall'euro (varando una politica di controllo del debito pubblico meno depressiva, con l'aggiunta di investimenti in infrastrutture) i mercati finanziari salirebbero con forza. Il secondo grafico mostrerebbe il News Flow che sale verso il Good Risk-on. Se la Grecia uscisse dall'euro, i mercati cadrebbero molto. Il secondo grafico mostrerebbe il News Flow che scende verso il Bad Risk-off.

La nostra idea è che la Grecia resterà nell'euro (1), ma l'evento non è certo. Ragion per cui pensiamo che convenga nel prossimo futuro essere molto prudenti. Inoltre, l'uscita dalla crisi per tutta l'Europa dell'euro è un compromesso fra Austerità e Crescita, di cui per ora si vedono solo dei segnali (2).

(1) http://www.centroeinaudi.it/articoli/asset-allocation-economiacentroeinaudiit-100/1533-vie-duscita-della-crisi-greca.html

(2) http://www.centroeinaudi.it/articoli/commenti-economiacentroeinaudiit-98/1536-la-conciliazione-di-austerita-e-crescita.html