Santader ha chiesto alle autorità di vigilanza di poter sospendere i rimborsi del suo fondo immobiliare, il più grosso della Spagna, perché i riscatti sono pari a 3 miliardi di euro, che equivalgono al 80% del valore delle attività detenute.


Se i rimborsi non fossero sospesi, dovrebbero vendere gli immobili, il che spingerebbe ancora più giù i prezzi degli immobili. Una classica crisi da debito, dove, se tutti cercano di realizzare quel che hanno, alla fine si trovano con meno denaro di quanto avessero all’inizio.

All’origine della vicenda di Santader abbiamo il boom immobiliare spagnolo. La Spagna ha costruito nell’ultimo decennio una quantità impressionante di case, un numero simile quello di Germania, Francia ed Italia messe insieme, perché gli spagnoli sono diventati più ricchi, perché gli spagnoli hanno una demografia positiva, perché compravano casa i non spagnoli che vanno in vacanza. Il settore immobiliare cresceva molto, fino a pesare per il 10% dell’economia spagnola, contro un 5% degli altri grandi paesi europei, ed un 7,5% degli Stati Uniti al picco del boom immobiliare di tre anni fa. Ecco sorgere una gran profusione di credito ai costruttori e una gran profusione di credito ai consumatori.

Finito il boom, la Spagna diventa uno dei paesi con i numeri peggiori, come si evince dalla tabella della Commissione Europea: la prima colonna è la media dal 1992 al 2004, le colonne successive sono il 2005, 2006, e così via fino al 2010. La quarta riga mostra il deterioramento del bilancio pubblico, che passa da un surplus pari al 2,2% del PIL nel 2007 ad un deficit del 6,2% nel 2009. Un capovolgimento pari a quasi il 10% del PIL. La tabella mostra l’enorme deficit della bilancia commerciale della Spagna.

Con la peseta avrebbero dovuto svalutare, oppure alzare drammaticamente i tassi di interesse per attrarre capitali. Il dramma della moneta unica europea è che tutti le tuonano contro dimentichi dei vantaggi che ha apportato. L’Italia grazie all’euro ha potuto pagare molto meno il debito pubblico ed ha evitato la scelta drammatica fra stato sociale e imposte. In Spagna l’euro ha tolto il vincolo dei conti con l’estero, facilitando lo sviluppo di un sistema di finanziamento poco costoso. Che poi gli spagnoli abbiano costruito col debito poco costoso una montagna di case che non riescono più a vendere è frutto del loro libero arbitrio e non delle diavolerie della moneta unica.


spagna_secondo_la_commissione_europea
spagna_secondo_la_commissione_europea
spagna_secondo_la_commissione_europea