L’evento della settimana è il mutamento della prospettiva dei suggerimenti del G20.  Appena in aprile l’idea era quella di non toccare la politica fiscale espansiva fintanto che la ripresa non fosse saldamente in corso. Ora l’idea è che la dinamica dei debiti pubblici debba essere messa sotto controllo prima che sia troppo tardi, ossia prima che i rendimenti richiesti per sottoscrivere il debito crescente diventino troppo elevati per poter controllare il debito medesimo. La posizione del G20 di aprile possiamo chiamarla «giapponese» (1), quella di giugno «rigorista».

 

A un mese circa dal varo della manovra di salvataggio europea – ossia l’acquisto di obbligazioni in difficoltà da parte degli altri stati e l’intervento della banca centrale sul mercato secondario – non si registra ancora un netto miglioramento delle cose (2). Si possono pensare quattro scenari per l’Europa. Quelli estremi sono due: il ritorno improvviso dell’ordine e la rottura dell’euro. A noi paiono remoti. Quelli probabili a noi paiono gli intermedi: un lento miglioramento e una divaricazione fra aree forti e deboli (3).


(1) http://www.centroeinaudi.it/commenti/la-trappola-giapponese-in-salsa-europea.html

(2) http://www.centroeinaudi.it/notizie/un-mese-circa-dopo-lintervento.html

(3) http://www.centroeinaudi.it/ricerche/quattro-scenari-per-europa.html