L’indice di riproduciblità nazionale aggiornato al 4 giugno scende a 0,6 con la parte bassa dell’intervallo di confidenza per la prima volta a 0,55.

Nel frattempo i dati ISS aggiornati al 17 maggio riportano correttamente un Rt a 0,65 come effettivamente era in quei giorni.

A livello regionale si può confermare il trend in diminuzione per tutte le regioni, tranne per la Calabria che conferma la crescita dell’indice Rt. Questa infatti la situazione per le regioni che monitoriamo da quando al 24 maggio avevano mostrato una risalita:

  • Abruzzo: inversione di trend, in diminuzione
  • Calabria: conferma la risalita
  • Campania: inversione di trend, in diminuzione
  • Lazio: confermata la diminuzione
  • Liguria: inversione di trend, in diminuzione
  • Marche: inversione di trend, in diminuzione
  • Veneto: confermata la diminuzione

La situazione italiana è decisamente sotto controllo, con le progressive riaperture che non provocano effetti di aumento della diffusione.

Nel frattempo però preoccupano le notizie provenienti dal Regno Unito, secondo le quali un nuovo aumento dei casi (il più alto dal 26 marzo) potrebbe essere legato alla variante Delta (B.1.617.2). A tale proposito possiamo osservare che l’aumento dei casi in sè non permette di trarre conclusioni (per questo esiste l’Rt)

Questo articolo pubblicato giovedì su The Guardian aiuta a fare chiarezza, citando le conclusioni del Technical briefing 13 di Public Health England, che traduciamo qui alla lettera dall’articolo:

“un'analisi che ha coinvolto 7.673 casi sintomatici identificati come B.1.1.7 e 2.934 casi identificati come B.1.617.2 ha rivelato che dopo una singola dose dei vaccini Pfizer/BioNTech od Oxford/AstraZeneca “c'è stata una riduzione assoluta del 17% dell’efficacia vaccinale contro la malattia sintomatica con B.1.617.2 rispetto a B.1.1.7, ma solo una modesta riduzione dell'efficacia vaccinale dopo due dosi”. Il messaggio da portare a casa, afferma Deborah Dunn-Walters, immunologa dell’Università del Surrey,  è che "i vaccini proteggono e una seconda dose è molto importante contro la variante Delta".

A tal proposito è interessante confrontare le percentuali di vaccinati alla seconda dose in UK e Italia:

 

Risultati puntuali delle regioni

 Seguono i dati puntuali di Rt per le regioni, oppure il dato di incidenza per quelle escluse dal calcolo:

  • Abruzzo: 0,57 (0,34 - 0,83)
  • Basilicata: 0,57 (0,30 - 0,85)
  • Calabria: 0,99 (0,77 - 1,22)
  • Campania: 0,57 (0,48 - 0,66)
  • Emilia-Romagna: 0,64 (0,52 - 0,76)
  • Lazio: 0,58 (0,49 - 0,68)
  • Liguria: 0,50 (0,30 - 0,70)
  • Lombardia: 0,57 (0,49 - 0,66)
  • Marche: 0,60 (0,43 - 0,79)
  • A. Bolzano: 0,40 (0,09 - 0,86)
  • A. Trento: 0,59 (0,30 - 0,90)
  • Piemonte: 0,67 (0,54 - 0,82)
  • Puglia: 0,12 (0,07 - 0,17)
  • Sicilia: 0,77 (0,62 - 0,91)
  • Toscana: 0,50 (0,40 - 0,61)
  • Umbria: 0,22 (0,06 - 0,41)
  • Valle d'Aosta: 0,61 (0,18 - 1,10)
  • Veneto: 0,50 (0,38 - 0,63)

Valori di incidenza (totale casi in 7 giorni per 100.000 abitanti) per le regioni escluse dal calcolo:

  • Friuli Venezia Giulia: 17
  • Molise: 8
  • Sardegna: 14

 

 

 

Fonte: elaborazione di Stefano Terna per Mondo Economico su dati Protezione civile e ISS