Il 2026 è iniziato ancora come si era concluso l'anno precedente, ossia con un imponente rally delle quotazioni di oro e argento, che hanno aggiornato più volte i massimi storici anche sulla spinta delle incertezze geopolitiche e dei vari conflitti in corso. Lo scenario – almeno in parte – è cambiato da febbraio in poi con una correzione, che per l'argento ha assunto toni di elevata volatilità, portando il prezzo a perdere anche il 50% dai massimi. Un crollo che appare però – almeno in buona parte - come una razionalizzazione dei prezzi dopo una salita troppo rapida. Esaminiamo più nel dettaglio lo scenario per i due maggiori metalli preziosi.
Oro: i prezzi consolidano fra i 4.500 ed i 5.000 dollari per oncia
Se confrontati con quelli dell'argento, i movimenti dell'oro sono stati ben più contenuti. Il trend, però, è risultato simile, seppur con una volatilità inferiore (sia nella fase rialzista che durante la correzione dell'ultimo trimestre). Proprio come l'argento anche l'oro nel 2025 è salito notevolmente (iniziando l'anno a 2.600 dollari per oncia e toccando dei massimi a fine gennaio 2026 in area 5.600 dollari per oncia), prima di correggere – seppur in maniera ben meno drastica. Alla base della frenata del prezzo dell'oro troviamo i timori di ripresa di inflazione, la salita dei rendimenti dei titoli di Stato ed anche prese di profitto dopo un lungo rally.
Andamento del prezzo dell'oro (USD)

Ma perché tutto questo interesse verso i metalli preziosi negli ultimi anni? Per l'oro il traino alla salita delle quotazioni è arrivato dalla domanda di oro per investimento (salita nel 2025 di quasi mille tonnellate, da circa 1.185 a 1.175 tonnellate secondo i dati rilasciati dal World Gold Council nel suo report annuale). Un'impennata che ha fatto passare in secondo piano il leggero calo di acquisti da parte delle banche centrali, che pur rimangono elevati (863 tonnellate, per la prima volta dal 2021 meno di mille tonnellate) e del comparto della gioielleria. Da notare come per il comparto oreficeria sia sceso il volume complessivo (-18%), frenato dai prezzi quasi doppi rispetto all'anno precedente.
Il turnover generato, però, è salito appunto a causa dell'incremento dei prezzi.
Domanda globale di oro (2010-2025)

In caso di un rallentamento dei prezzi (eventualmente determinato da una frenata della domanda per investimenti) sarebbe lecito attendersi una ripresa dei volumi sia dal comparto gioielleria che da quello delle banche centrali, in uno scenario che sembra quindi ancora relativamente solido.
Per gli amanti delle statistiche, poi, possiamo segnalare come nel 2025 per la prima volta la domanda complessiva sia arrivata a superare quota 5.000 tonnellate (+1% rispetto al 2024).
Argento: una razionalizzazione dei prezzi dopo un rally senza precedenti
La salita dell'argento registrata nella parte conclusiva del 2025 e nelle primissime settimane del 2026 ha sorpreso analisti, trader ed investitori. In passato le quotazioni si erano scontrate – venendo respinte – con il livello chiave dei 50 dollari. Ciò era capitato sia ad inizio anni Ottanta, quando i fratelli Hunt cercarono di "cornerizzare" il mercato, arrivando a detenere direttamente o tramite contratti future circa il 33-35% di tutto l'argento privato disponibile su scala mondiale. Scenario simile anche nel 2011, quando l'oro giunse a dei massimi storici in area 1.922 dollari per oncia e l'argento fermò la sua cavalcata ancora a ridosso dei 50 dollari per oncia.
Questa volta, invece, la rottura rialzista di questa soglia critica ha generato una corsa verso l'alto dei prezzi senza precedenti. Le quotazioni, infatti, nel giro di una manciata di mesi sono più che raddoppiate, arrivando ad un massimo storico oltre quota 121 dollari in data 29 gennaio 2026.
Andamento del prezzo dell'argento (USD)

Poi, il CME (Chicago Mercantile Exchange, uno dei più grandi exchange finanziari del mondo) ha aumentato i margini, come avvenne già nei primissimi anni Ottanta, richiedendo cioè più denaro contante (garanzie) ai trader per aprire o mantenere posizioni sui contratti futures: come conseguenza le quotazioni sono crollate, arrivando a perdere fino al 50% dai record con minimi a ridosso dei 60 dollari per oncia, prima di un rimbalzo verso i 75 dollari nelle ultime settimane.
Se seguiamo l'analisi tecnica tradizionale l'argento ha ritracciato di oltre il 20% dai massimi storici e va quindi collocato in una fase ribassista. Attenzione, però, limitarsi ad una pura analisi del ritracciamento dai massimi – più che mai in questo caso - sarebbe estremamente riduttivo. Dobbiamo infatti ricordare che le quotazioni dell'argento a inizio 2025 valevano meno di 30 dollari per oncia e – nonostante il tonfo registrato a inizio febbraio 2026 – ci troviamo ancora su valori superiori del 150% rispetto a quelli di 16 mesi fa. In sintesi, il crollo registrato dai massimi è la conseguenza di una salita troppo veloce, con il prezzo che in tredici mesi era arrivato a quadruplicare, salendo appunto da meno di 30 dollari per oncia fino ad oltre 120$.
Le ragioni che hanno determinato la salita dei prezzi nel 2025, però, restano intatte. In sintesi, l'apprezzamento del metallo prezioso sembra determinato da un trend strutturale, supportato da solidi numeri, con una domanda industriale ancora decisamente forte.
Torniamo all'analisi fondamentale. Il recente report relativo al mercato dell'argento pubblicato dal Silver Institute in collaborazione con Metal Focus mette in luce un dato chiave: anche nel 2025, così come nei quattro anni precedenti, la domanda di argento ha ampiamente superato la quantità di metallo prodotta. Al momento, l'offerta complessiva di argento supera di poco i mille milioni di once (ricordiamo che un'oncia troy vale poco più di 31 grammi). La domanda complessiva, però, è di oltre cento milioni di once più alta.
Spicca ancora la richiesta industriale (costante a 677 milioni di once, su valori simili ai record storici del 2024, trascinata dalla domanda per pannelli fotovoltaici). Da vedere, poi, quanto argento servirà per la componentistica delle auto elettriche, per la tecnologia 5G e soprattutto che ruolo avrà l'argento nella crescita dell'intelligenza artificiale.
Offerta e domanda di argento nel 2025
Possiamo però dire che si è ribaltato quello che era invece stato il quadro generale fra il 2015 ed il 2020, quando l'offerta superava la domanda. Di fatto siamo passati da una situazione di surplus e una di deficit strutturale, che sembra perdurare nel tempo.
Il rally delle quotazioni – ampliato dalla speculazione nella salita esplosiva di gennaio – trova quindi anche basi dal punto di vista fondamentale.
Oro e argento: quali prospettive?
Numeri solidi, dunque, sia per l'oro che per l'argento, che rendono difficili ulteriori collassi dei prezzi dopo la correzione di questi ultimi mesi.
Chiaramente molto dipenderà anche dallo scenario generale (per esempio dall'andamento della domanda industriale, sempre più cruciale per l'argento) e dal contesto economico e macroeconomico globale. L'oro, da sempre bene rifugio per eccellenza, è inversamente correlato con l'andamento del dollaro e dei tassi di interesse e di questi tempi prevedere le prossime mosse delle banche centrali è assai difficile, anche considerando l'ormai imminente cambio di Presidenza alla Federal Reserve.
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